Breve storia del cambiamento climatico
Nel condominio qualcuno cominciò a far 1 Risale ai primi anni ’70 uno dei primi
circolare qualche voce inquietante.
Prima, sottovoce durante qualche
fugace incontro negli ascensori delle
palazzine Mosca e Rio de Janeiro1, si
diceva che, se non si fosse chiesto
tentativi di affrontare problematiche globali attraverso lo sviluppo di un modello formale computerizzato, basato sulla dinamica dei sistemi. Lo studio fu commissionato dal “Club di Roma” al “System Dynamics Group” del MIT, e diede luogo al rapporto “I limiti dello sviluppo”,
all’amministratore di fare qualcosa, alla pubblicato in Italia dalla EST. Il rapporto
dedica al cambiamento climatico, sotto il titolo “Inquinamento”, solo poche pagine, discutendo invece approfonditamente la pesanti conseguenze sulla qualità della vita
lunga ci sarebbero stati rischi di seri
danni al complesso residenziale, con
dei suoi abitanti.
Sarebbe stato necessario,
sostenevano alcuni, valutare
attentamente le modalità di utilizzo
delle parti comuni, ridimensionare i
non sostenibilità di una crescita
esponenziale e la necessità di un equilibrio globale basato su un bilanciamento nell’utilizzazione delle risorse ed “una revisione sostanziale del comportamento umano e dell’intera struttura della società attuale”.
progetti di ampliamento delle unità abitative, porre maggiore attenzione allo
smaltimento dei rifiuti.
2 Il 1980 fu uno degli anni più caldi e aridi della storia degli Stati Uniti. L’allarme lanciato da molti scienziati indusse l’Organizzazione meteorologica mondiale ed il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ad istituire l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), “allo scopo di valutare, su basi scientifiche, tecniche e socioeconomiche, il rischio dei cambiamenti climatici indotti dall’umanità, con le loro possibili conseguenze e di suggerire eventuali soluzioni per la riduzione di tali mutamenti”. Sono oggi membri dell’IPCC 194 paesi.
Sembrava ai più che si trattasse di un allarme
ingiustificato: dopo tutto, tutte le costruzioni
hanno i loro problemi, qualche piccolo abuso
non avrebbe potuto mettere a rischio la
stabilità del complesso
Poi le voci si fecero più insistenti, e in
un’assemblea, nel 19882, si decise di costituire
un comitato di studio del problema con un
rappresentante per ciascuna delle palazzine
del condominio, tutti di comprovata
esperienza.
1988-1998: “Esiste ilcambiamento climatico?”
Il comitato ben presto stilò dei rapporti3
che consegnò a tutti i responsabili delle
singole palazzine, nei quali veniva
documentato come ci fossero evidenze di
lesioni che indicavano possibili fratture.
Per dieci anni alcuni condomini
ingaggiarono accese discussioni sulla
3 Nel 1990 fu pubblicato il primo rapporto dell’IPCC, elaborato da 170 scienziati di 25 paesi. Altri 200 scienziati furono coinvolti nel lavoro di revisione. Dal sommario: “Siamo certi che le emissioni risultanti dalle attività umane stanno sostanzialmente aumentando la concentrazione atmosferica di gas serra. Questi aumenti incrementeranno l’effetto serra causando in media un aumento ulteriore del riscaldamento della superficie