In questo articolo vedremo che un altro aspetto delle reti sociali, come fattore di divisione e conflitti su questioni etiche ma anche scientifiche, alimenta il modello economico miliardario delle piattaforme digitali delle aziende (come Facebook, Instagram e TikTok) e favorisce strutturalmente la diffusione di contenuti che generano rabbia e coinvolgimento al fine di aumentare il traffico.
Vedremo scientificamente che gli utenti sono le vittime di questo immenso spettacolo in cui non c’è nessun dialogo, nessuna comunicazione e quindi non c’è crescita di informazione ma solo manipolazione delle emozioni.
La cosa che colpisce è che la maggior parte dei protagonisti della cosiddetta informazione, dai politici ai giornalisti, non riesce ad emanciparsi da questi meccanismi e diventano a loro volta attori di questo circo mediatico.
Facciamo un poco di chiarezza
Secondo la teoria delle intelligenze multiple, lo psicologo Howard Gardner sostiene che l’intelligenza non è un’unica entità, ma si compone di diverse capacità umane indipendenti.
Noi analizzeremo le due forme di intelligenza riconosciute come quelle prevalenti nel dibattito culturale che cerca di approfondire gli aspetti più rilevanti nella vita sociale e personale degli esseri viventi e ci appoggeremo a studi scientifici a supporto di questa discussione
Intelligenza sociale e Intelligenza logico-matematica.
Definizione dell’Intelligenza Sociale (IS)
L’Intelligenza Sociale è definita come l’abilità cruciale che permea le interazioni personali con i membri del gruppo, consentendo agli individui di comprendere le emozioni, le esigenze e le motivazioni altrui, facilitando la creazione di connessioni autentiche e positive. Non si limita al mero comportamento sociale appropriato, ma implica una profonda comprensione interpersonale.
Definizione di Intelligenza Razionale logico-matematica
L’intelligenza logico-matematica si riferisce alla capacità di ragionare in modo astratto, risolvere problemi complessi, riconoscere pattern e manipolare simboli numerici.
Gli studi scientifici relativi hanno dimostrato che a livello celebrale esiste una differenziazione specifica nelle aree del cervello coinvolte .
Intelligenza sociale (o interpersonale)
Aree coinvolte:
– Corteccia prefrontale ventromediale: decisioni sociali, regolazione emotiva
– Amigdala: riconoscimento emozioni e segnali sociali (come la paura)
– Corteccia temporale superiore: percezione degli altri, “teoria della mente”
– Sistema dei neuroni specchio (zona premotoria e parietale): empatia e imitazione
Tipico nei leader, insegnanti, terapeuti, attori.
Intelligenza logico-matematica
Aree coinvolte:
– Lobo parietale sinistro: elaborazione numerica e spaziale
– Corteccia prefrontale dorsolaterale: pianificazione, logica, memoria di lavoro
– Area di Broca (sinistra): coinvolta anche nel pensiero sequenziale e simbolico
Tipico nei matematici, ingegneri, programmatori.
Le intelligenze logico-matematica e sociale spesso coesistono, ma con una prevalenza funzionale diversa a seconda del contesto. Ecco come:
Coinvolgimento simultaneo
Il cervello lavora in rete, quindi anche durante un’attività logico-razionale possono attivarsi aree sociali (es. per interpretare il contesto, adattare il linguaggio, gestire l’interazione con altri).
Viceversa, nei processi sociali complessi (es. negoziazioni) si attivano anche funzioni logiche per analizzare scenari e conseguenze.
Ognuna può dominare in individui diversi o situazioni diverse.
– Studi di neuroimaging (fMRI) mostrano come il cervello passi da una “modalità sociale” a una “logica”, con aree diverse che si attivano a seconda del compito.
Durante compiti complessi che richiedono sia calcolo/logica sia considerazioni sociali (es. negoziazioni, pianificazione strategica tenendo conto di reti sociali), entrambi i sistemi possono attivarsi: la mente umana è molto flessibile.
– Non c’è un “interruttore unico”: il cervello non spegne una rete quando attiva l’altra; piuttosto usa in modo flessibile e spesso simultaneo moduli diversi.
– In alcune persone — o in certi contesti — la prevalenza di una rete può rendere una persona più portata alla logica astratta, in altre alla socialità, ma non sono mutuamente esclusivi.
– Alcune condizioni neurologiche o psicopatologiche (per es. autismo, danni all’amigdala o al prefrontale mediale) mostrano disassociazioni: preservata razionalità o abilità logiche, ma difficoltà nella parte “sociale / empatica”.
– D’altra parte, eccellenze matematiche non implicano necessariamente alta intelligenza sociale, e viceversa — la ricerca conferma che si tratta di dimensioni parzialmente indipendenti ma interconnesse.
– The dark side of morality: Neural mechanisms underpinning moral convictions and judgments about violence — studio in cui, tramite risonanza magnetica, si è osservato che quando individui vedono atti di violenza coerenti con le loro convinzioni morali/politiche, si attiva il sistema di ricompensa cerebrale, come se agire “per una causa giusta” fosse premiato. Questo dimostra che la componente morale/sociale può guidare atteggiamenti politici, persino violenti, in modo più forte del razionalismo.
Le verità morali non vengono scoperte, ma invece create negoziando attivamente compromessi
– Political ideology as motivated social cognition: Behavioral and neuroscientific evidence — ricerca in psicologia politica che suggerisce come l’ideologia politica non derivi solo da ragionamenti individuali, ma da strutture sociali, cognizione motivata, identità di gruppo, processi emotivi e normativi. Indica che le persone spesso si formano opinioni politiche in base a motivazioni sociali più che a dati oggettivi.
– Social feelings: neurobiology and its role in social behavior — una revisione di studi neuroscientifici che dimostra come “sentimenti sociali” (empatia, affiliazione, senso di appartenenza, gratitudine, vergogna, ecc.) siano determinanti per il comportamento sociale, la cooperazione, la morale, la fiducia e l’adesione a norme collettive.
The social brain is highly sensitive to the mere presence of social information — evidenzia che anche la semplice presenza di stimoli sociali (volti, interazioni, contesti sociali) attiva la “social brain”, indicando che il cervello umano è predisposto a processare socialmente e moralmente le informazioni, non solo in presenza di ragionamenti logici.
Esistono diverse ricerche scientifiche serie che mostrano come, nelle discussioni etico‑politiche e sul cambiamento di opinioni (es. cambiamento climatico, politiche pubbliche, vaccini), l’“intelligenza sociale” — cioè identità di gruppo, valori, percezione di identità sociale — può prevalere su argomenti logico‑razionali.
Molti gruppi sociali o ideologici sviluppano la convinzione di essere vittime di una cospirazione globale, in cui i dati scientifici vengono percepiti non come verità oggettive, ma come strumenti di manipolazione usati da élite economiche, politiche o culturali per controllare, ingannare o trarre profitto dalla popolazione.
Analizziamo i meccanismi psicologici e sociali
– Identità di gruppo minacciata → aumenta la tendenza a respingere fonti esterne considerate “corrotte” o “nemiche”.
– Teorie del complotto rinforzano la coesione interna del gruppo: “noi sappiamo la verità che ci vogliono nascondere”.
– Diffidenza verso l’autorità scientifica: gli scienziati vengono visti come parte di un sistema, non come osservatori neutrali.
– Euristica dell’intenzione malevola: ciò che è complesso o difficile da verificare viene interpretato come deliberatamente manipolato.
La razionalità viene subordinata alla fiducia nel gruppo.
Quindi negare la valenza scientifica dei fatti è un atto di resistenza, quasi di sopravvivenza, alla congiura mondiale.
E questo senza nulla togliere alla giusta e necessaria attenzione che bisogna avere rispetto alla comunicazione pilotata dalle multinazionali e che in alcuni casi hanno alimentato giustamente la diffidenza nei confronti della scienza.
La diffidenza però può e deve essere gestita con trasparenza, chiarezza e autorevolezza scientifica. Ecco i principi chiave:
La scienza non è un blocco monolitico
– È un sistema aperto, dove ricercatori indipendenti in tutto il mondo controllano, replicano, criticano.
– Impossibile una cospirazione globale tra migliaia di istituzioni, con metodi, ideologie e fonti di finanziamento diversi.
I dati devono essere verificabili
– Citare riviste scientifiche peer-reviewed (Nature, Science, The Lancet, PNAS, ecc.).
– Usare fonti con accesso pubblico ai dati (es. WHO, IPCC, NASA, PubMed).
Esempi esplicativi
Cambiamento climatico
– Teoria della congiura: “I dati sul riscaldamento globale sono falsificati per spaventare la gente.”
– Smascheramento: Le misurazioni satellitari della NASA, i dati geologici dell’IPCC, le stime oceanografiche e i modelli climatici sono replicati da team scientifici di Paesi diversi, con metodi diversi.
– Fatto chiave: Oltre il 97% degli studi peer-reviewed conferma l’origine antropica del riscaldamento globale.
COVID-19 e 5G
– Teoria della congiura: “Il 5G ha causato la pandemia, e ce lo nascondono.”
– Smascheramento: Nessuna correlazione geografica tra diffusione del 5G e focolai COVID.
– Studi virologici (Lancet, Nature) mostrano l’origine zoonotica del virus.
– Fatto chiave: Le radiazioni 5G non sono ionizzanti e non modificano il DNA o virus.
Cospirazioni “Big Pharma” sui farmaci
– Teoria della congiura: “Big Pharma nasconde le cure per continuare a vendere farmaci.”
– Smascheramento: Quando ci sono scandali (es. Vioxx, oppioidi), emergono grazie a inchieste scientifiche, denunce interne o giornalismo investigativo, non a teorie di massa.
– Fatto chiave: Le vere manipolazioni vengono scoperte dall’interno del sistema scientifico, dimostrando che non esiste un controllo omertoso totale.
In generale, questa resistenza cognitiva (motivated reasoning) sembra rendere inefficace l’idea che “basta mostrare i fatti” per convincere le persone. I fatti da soli raramente bastano per modificare opinioni radicate.
– In un lavoro su processi deliberativi‑politici si evidenzia che quando un argomento mette in discussione la nostra identità sociale o quella del gruppo di appartenenza, le persone tendono a reagire con difesa emotiva, non con una revisione razionale: la percezione del pericolo alla propria identità spesso attiva meccanismi di rifiuto o di distorsione cognitiva, rendendo “incredibili” anche argomenti molto razionali.
– In pratica: la persuasione razionale funziona male quando la questione tocca valori, identità, appartenenza al gruppo — cioè quando l’aspetto “sociale/emotivo” è forte.
In definitiva in una discussione c’è scambio vero di informazioni efficaci se c’è in primo luogo almeno un coinvolgimento reciproco dei diversi aspetti delle relative intelligenze emotive ed il canale comunicativo primario, quasi sempre, ha una apertura legato alla estensione di questo coinvolgimento.
Strategie efficaci per comunicare questioni delicate (clima, etica, politica, ecc.)
1. Adattare il messaggio ai valori e all’identità dell’interlocutore (framing valoriale)
– Quando i messaggi scientifici vengono presentati in modo “neutro” (solo fatti), possono generare un effetto “boomerang” — le persone non si convincono, o peggiorano il loro punto di vista.
– Al contrario, messaggi che richiamano valori condivisi (famiglia, salute, comunità, benessere locale, responsabilità collettiva…) risultano più persuasivi.
2. Usare storie, narrazioni e elementi empatici invece di (o oltre) grafici e dati
– Le persone sono naturalmente più sensibili a narrazioni con protagonisti umani, esperienze quotidiane, storie concrete, piuttosto che a grafici o statistiche.
– Quando una questione viene raccontata come una “storia” — con volti, conseguenze, implicazioni reali sul quotidiano — diventa più vicina, più comprensibile, e più suscettibile di creare empatia o identificazione.
Se si volesse comunicare oggi un tema complesso (es. cambiamento climatico, giustizia sociale, diritti, ecc.), si potrebbe seguire questa “check‑list”:
1. Analizza il pubblico: valori, identità, esperienze di vita, comunità.
2. Trova un frame che risuoni con quel pubblico — evita discorsi astratti, usa valori condivisi.
3. Costruisci una narrazione con protagonisti umani, esperienze concrete, impatto reale.
4. Mostra che c’è un consenso più ampio (scienziati, comunità, esperti, vicini di casa) a sostegno di quel tema.
5. Evidenzia soluzioni concrete, azioni realizzabili e impatto collettivo — non solo problemi.
6. Favorisci dialogo e contatti tra gruppi diversi, per rompere la polarizzazione e facilitare la comprensione reciproca.
7. Usa anche empatia, emozione, etica, senso di appartenenza: il razional‑logico non basta da solo.
Link ed approfondimenti
- Neuroni, rete sociale e basi neurali della cognizione sociale https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18771388/
- Morale, decisioni sociali e struttura cerebrale della “social decision‑making https://www.igeacps.it/il-cervello-morale-le-basi-neurali-della-moralita/
- Resistenza al cambiamento di opinione politica di fronte a evidenze contrarie https://www.nature.com/articles/srep39589
- Motivated reasoning & polarizzazione ideologica — quanto contano identità e pregiudizi sulle opinioni su temi sociali / https://www.cambridge.org/core/journals/judgment-and-decision-making/article/ideology-motivated-reasoning-and-cognitive-reflection/F8A6A74C9022363D672B0FD14DD8B89F