Che cos’è l’umanesimo

Voglio qui aprire una discussione  per chiarire la “mission ” di questo blog che titola
“Per un umanesimo tecnologico ” ,
e approfondire il concetto di umanesimo alla luce delle riflessioni che emergono con l’uso delle moderne tecnologie dell’informazione  .

  • La rivoluzione umanista

La svolta ideologica che è  alla base della civiltà moderna  si fonda sostanzialmente  sulla rimozione totale o parziale  del senso della vita che fosse ancorato ad una qualche narrazione religiosa ultra terrena.
Tutti gli aspetti della vita degli uomini,  ovvero quello   politico, artistico e religioso , derivavano , fino al diciottesimo secolo, e trovavano la loro forza e giustificazione nella legge divina che era iscritta in un disegno superiore .
Gli uomini,  considerati ignoranti e inaffidabili , potevano , nella concezione medioevale , esprimere solo giudizi effimeri e pertanto il senso della vita doveva essere fondato su qualche legge eterna di origine non umana e cioè su un dio che producesse senso e, conseguenzialmente AUTORITÀ .
L’autorità politica discendeva dal cielo e non dal cuore e dalle menti  di uomini mortali.
Si comprende dunque che i potenti nei vari ruoli , ovvero i preti , i nobili e tutti quelli che esercitavano il potere in nome proprio o per delega ,  fossero necessariamente religiosi e brandivano  la religione come strumento indispensabile  per l’ordine sociale ed il rispetto delle leggi.
Oggi le cose funzionano diversamente perché la moderna concezione  ,ovvero ” l’umanesimo “, ancora il senso della vita all’uomo con i suoi sentimenti e desideri , non esiste dunque una autorità che derivi dalla Bibbia o dal Corano , e la Bibbia ed il Corano restano , malgrado tutto , la sorgente di senso di queste religioni perchè ancor oggi sono ritenute “Parola di Dio” .

Nel medioevo il sacerdote aveva il ruolo che oggi ha lo psicologo perché all’interpretazione delle leggi divine di allora corrisponde l’interpretazione dei sentimenti e della psiche di oggi.
Fu Jean-Jacques Rousseau con il libro “Emilio o dell’ educazione ” nel  diciottesimo secolo a focalizzare  in maniera chiara questo cambiamento di paradigma.

L adulterio, l’omosessualità erano peccati contro le leggi divine espresse nelle sacre scritture.
Il matrimonio era un sacramento comandato da Dio,  e Dio autorizzava un padre  a sposare i figli secondo i suoi desideri ed interessi e dunque opporsi era , alla fine , una ribellione alle leggi divine che venivano utilizzate ancora una volta ,come strumento di potere.

  • Il cambiamento 

Oggi tutto è riportato alla dimensione esistenziale dell’individuo ed è  in questo contesto che il bene ed il male sono ricondotti alla soggettività della persona ed al rispetto della legge che ha origine da costituzioni liberali e democratiche fondate,  a loro volta, su principi laici e  , in larga parte , non confessionali.
La stessa religione , almeno nelle società occidentali , ha accolto ed accettato in minima parte il ruolo di protagonista della scelta personale in ambiti esistenziali quali il matrimonio  e gli affetti , e le battaglie ultime sull’omosessualità ed il fine vita attraversano in maniera problematica anche il mondo dei credenti.
Questo cambiamento radicale di paradigma esistenziale ha rivoluzionato anche l’estetica.
Nel medioevo i pittori , i musicisti , insomma gli artisti in generale si credeva fossero ispirati dalla mano e dalla mente di dio , oggi la creazione artistica si ritiene essere ispirata solo dai sentimenti umani.

L’umanesimo in sintesi :

  • In politica : l’elettore sa cosa è meglio
  • In economia : il cliente ha sempre ragione
  • In estetica : la bellezza è nell’occhio di chi osserva
  • In etica : se ti fa stare bene , fallo !
  • In campo religioso : credere in Dio è solo una scelta personale non più legato a coercizione sociale per cui credere o non credere è  legato solo al mio sentire personale.
  • La moderna pedagogia umanista vuole insegnare agli studenti a pensare con la propria testa , non sempre funziona, ma l’orizzonte è quello.

I problemi  ed i limiti

Tutto bene dunque ?
No !!!
perché l’umanesimo presuppone che ogni uomo abbia un autentico sé interiore e questo non è vero in generale perché spesso il sé interiore non è  null’altro che una cacofonia di voci rilanciata  confusamente da parte di fonti disparate , spesso inattendibili , e principalmente senza alcuna riflessione personale , studio  , e discussione su dati di fatto ricavati da fonti indipendenti e certificate.
La parodia estrema e paranoica di questo sé  è  forse il cosiddetto “selfie ” , questa riproduzione fotografica in cui il soggetto si auto avvalora fotografandosi davanti a monumenti , personaggi e situazioni con lo scopo fondamentale di inviare e condividere la foto con amici e parenti sui social   network.
Insomma il senso di sé emerge da una piramide di ” like ” che sono il surrogato della stima e dell’affetto che si costruiscono  nella vita di relazioni vere .

  • La verità 

Questo processo può diventare  così pervasivo da diventare anche un criterio di verità inteso come metro di valutazione di affermazioni e fatti sentiti come senso comune.
Sto evidenziando un fenomeno eclatante e caratteristico dei nostri tempi ” le bufale ”  o , altrimenti  le “fake news ” , ovvero le false notizie che , avvalendosi dello strumento dei social networks diffondono notizie false che diventano “virali” nel senso che si diffondono rapidamente indipendentemente dalla loro fondatezza.
Oggi  , giustamente  , il senso della verità della notizia non risiede nel riscontro delle Sacre Scritture ma  , in maniera egualmente inaccettabile  , nel numero dei “mi piace” che vengono registrati sui social network.
Leggi  a tal proposito questo articolo  del blog.

Qualcuno  spera di affrontare il problema  dicendo “Dunque partiamo dai fatti “.
Ma i fatti non sono semplicemente legati a questioni misurabili con numeri.
I fatti non sono solo esperimenti scientifici legati a misure e quindi a numeri , ma i fatti sono anche questioni etiche e queste non possono essere semplicemente ridotte a numeri.

Questa è l’obiezione che emerge giustamente in questo blog ed a cui  bisogna dar risposta !!
Se desideriamo conoscere la risposta a una qualsiasi questione etica abbiamo bisogno di entrare in connessione con le nostre più profonde esperienze e osservarle con la massima sensibilità possibile.

  • Esperienze e sensibilità

Chiariamo .
Le esperienze non sono dati empirici.
L’esperienza è un fenomeno soggettivo costituito da sensazioni emozioni e pensieri.
Questi ingredienti si legano in una sorta di mappa mentale e costituiscono sinteticamente quello che normalmente viene definita sensibilità. L’esperienza e la sensibilità sono una  premessa ed una sintesi di un continuo  processo di conoscenza in cui la dimensione soggettiva gioca un ruolo fondamentale non omologabile perché specifico del soggetto.
Io non posso sperimentare alcunché se non ho una sensibilità per farlo e non posso affinare la sensibilità se non sottoponendomi ad una serie di esperienze.
Bisogna dunque definire e chiarire  , in primo luogo con sé stessi , i  limiti della rivoluzione umanista , o , perlomeno , ripensarla al tempo di internet perché è essa stessa una rivoluzione .
Cosa è  oggi definibile come esperienza personale ?
Posso escludere dalla sfera delle esperienze emotive quelle fatte sui social network ?
Cosa diventerà l’esperienza fisica con la realtà virtuale ?
Che ricadute sulla nostra umanità porterà l’intelligenza artificiale?
La discussione è complessa ed aperta e si avvale a piene mani di internet !!!???

Discuterne insieme può essere utile  !!??
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