Il delfino soffoca


Il mare sta soffocando,  in media 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno nei mari di tutto il mondo

La causa principale di questo disastro è legato ad una particolare modalità di produzione industriale che realizza articoli di vario tipo ma che hanno la caratteristica principale di essere utilizzati una sola volta e poi sono buttati via ed è per questo che vengono definiti oggetti monouso.

Sono oggetti “usa e getta”;

Il termine usa e getta implica un significato di economicità e utilità a breve termine.

Questi oggetti  hanno inoltre un vantaggio in ambito sanitario perché garantiscono condizioni di sterilità ,facilità di uso e sicurezza e , non ultimo , eliminano il processo di manutenzione e pulizia degli oggetti per il loro riuso.

Tutto questo ha un prezzo che , vedremo, si riverbera amplificato negativamente in maniera esponenziale sulle condizioni di vita dell’intero pianeta e questo prezzo ha un nome semplice ma una gestione economica e sociale difficile.

Lo SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

è forse  oggi uno dei problemi più complessi che le società moderne devono affrontare perché le problematiche connesse toccano aspetti del vivere quotidiano di ognuno di noi in modo continuo e delicato .

Per  vivere utilizziamo e produciamo  continuamente rifiuti sanitari ,alimentari ,elettronici , e banalmente oggetti di plastica.

Dal risveglio con le nostre abluzioni, la colazione , il lavoro , il divertimento ,noi utilizziamo prevalentemente oggetti che hanno un singolo utilizzo o , al più, di un tempo limitato perché il nostro ruolo fondamentale è  CONSUMARE e quindi l’industria moderna per poter prosperare ci fornisce oggetti a vita media sempre più breve , ma questi oggetti devono essere eliminati e quindi diventano rifiuti.

I rifiuti sono un prodotto moderno, al tempo dei nostri nonni non esistevano, o se si, erano proprio pochi perché l’economia aveva un ruolo di sussistenza ,gli oggetti si riusavano e si aggiustavano ed il lavoro domestico sopperiva e bastava ai bisogni di una famiglia media ed i bisogni non erano creati o subdolamente indotti dalla pubblicità che non invadeva in maniera ossessiva e pervasiva le nostre vite.

Per capire il ruolo narcotizzante della pubblicità basterebbe vivere una settimana in un ambiente isolato  dai messaggi pubblicitari,  riscopriremmo una dimensione esistenziale nuova.

Già sento le obiezioni fragorose degli economisti ufficiali ,dei politici  e dei fautori dello sviluppo economico a 5 stelle :”ma così si va a scatafascio !!!”

Ma lo scatafascio è già qui e l’idea che il PIL debba sempre crescere è  folle perché questo tipo di sviluppo non tiene conto che la Terra ha risorse limitate e quindi lo sviluppo deve essere attento a mantenere gli equilibri naturali  a non inquinare , non distruggere gli ecosistemi di foreste , oceani ed aria.

Nel Bhutan, piccolo Stato himalayano dal 1972 un sovrano illuminato ha fatto introdurre l’«indice della felicità nazionale lorda»: un metodo, in gran parte sostitutivo del Pil (il prodotto interno lordo) per calcolare il benessere della società e questa scelta non è una idea bislacca di un piccolo re di un piccolo paese ma è un  cambiamento di prospettiva , gli scienziati direbbero di paradigma, che è  stato apprezzato da premi Nobel dell’economia.

Serge Latouche, economista e sociologo, teorico della «decrescita felice»,ha invece evidenziato che i maggiori problemi ambientali e sociali del nostro tempo sono dovuti proprio alla crescita ed ai suoi effetti collaterali; di qui l’urgenza di una strategia di decrescita, incentrata sulla sobrietà, sul senso del limite, sulle “8 R” (riciclare, riutilizzare ecc.) per tentare di rispondere alle gravi emergenze del presente.

Non sto teorizzando quindi un ritorno al passato dell’aratro e delle donne schiave del focolare  , sto semplicemente dicendo che questo sviluppo è folle come una corsa di disperati che corrono per arraffare di più e fregar gli altri e questa folle corsa produce rifiuti e riduce , a volte,  anche gli uomini stessi a rifiuti.

Il rapporto dell’ISPRA 2016 sui rifiuti urbani ha verificato  che si passa dai 249 kg/abitante per anno della Romania ai 758 kg/abitante per anno della Danimarca con un valore medio a livello europeo di circa 500 kg/abitante , in breve noi produciamo mediamente 1,5 kg di rifiuti al giorno  e di questi ,nel caso migliore , più del 50% non è riciclato e pertanto viene incenerito o portato in discarica e le discariche appestano  ed inquinano in maniera grave vaste zone delle periferie urbane o addirittura tali rifiuti vengono riversati in regioni povere del mondo avvelenando la terra e le persone.

Parte di questi rifiuti attraverso i fiumi o , in maniera deliberata , viene riversata nei mari dove, non essendo degradabile , si accumula e diventa cibo mortale per la fauna marina e forma ammassi enormi negli oceani.

Si è  visto che esistono vere e proprie isole di plastica negli oceani e nessuno sa come eliminarle.

D’altra parte se ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari vuol dire che ,essendo circa 7 miliardi di abitanti , ogni essere umano  contribuisce con più di un kg  all’anno.

                                                                                 CHE FARE ?

Non esiste una sola soluzione semplice perché, come quasi sempre, i problemi sociali complessi hanno aspetti esistenziali ,tecnici e scientifici che si intrecciano e sovrappongono per cui soluzioni semplici sono mistificanti.

Esiste però una linea generale di riferimento che rimette al centro l’uomo e non la produzione di oggetti ,che privilegi la qualità della vita senza demonizzare il profitto,  ma per ritornare al centro e diventare protagonista l’uomo ha più che mai bisogno di padroneggiare la scienza e la tecnologia,  la cultura in senso lato , la cultura come strumento contro la barbarie ed il degrado.

La cultura però non basta perché non coinvolge tutti per cui occorre attivare una leva potente :L’interesse personale

,ovvero rendere conveniente per il cittadino la raccolta  differenziata in modo da ridurre progressivamente il pagamento della tassa sulla spazzatura a fronte di uno smaltimento virtuoso.

I metodi operativi possono essere diversi ,dalla raccolta porta a porta all’uso di una Smart card personale che verifichino la bontà dello smaltimento individuale. Sarà difficile ma con la terna :”Interesse -controlli -sanzioni “si può e si deve fare perché non ci sono alternative.

Altro aspetto da affrontare da parte delle Istituzioni è legato all’uso abnorme di imballaggi di cartone e plastica che devono essere ridotti per legge ai minimi termini.

Con queste buone pratiche alcune città (San Francisco ) e comunità honno ridotto al 5%  il residuo non degradabile formato fondamentalmente  da plastica ed è  di oggi la notizia che una ricercatrice italiana ha scoperto un bruco che “mangia ” nel senso che  decompone le molecole di plastica .

La vera  “santa alleanza “che può aiutare l’umanità è  , come sempre ribadito in questo blog,  fra umanesimo e scienza.Questa non è  certo la soluzione semplice di cui si sparlava prima ma guardiamoci intorno e cerchiamo dove e come si realizzano le buone pratiche , ci sono nel mondo esempi di città (San Francisco ) e comunità varie che fanno politiche di “rifiuti zero” e poi ,nel nostro piccolo, stiamo attenti a sprecare il meno possibile e immaginiamo come adattare la “sobrietà ” al nostro stile di vita ,  sempre consapevoli che il difficile arriva quando ci riguarda e ricordiamoci che la politica fa le scelte strategiche importanti ma che noi scegliamo la politica giusta dopo averla vissuta in prima persona.

Link interessanti :

Rifiuti zero

http://www.comune.capannori.lu.it/node/3020

http://www.lastampa.it/2014/07/28/scienza/ambiente/inchiesta/paul-connett-i-dieci-passi-verso-rifiuti-zero-xdvo3rF7wM7aOuUx4Ij5XO/pagina.html

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.zerowasteitaly.org/comuni-rifiuti-zero/&ved=0ahUKEwj2hJeH47vTAhVNKlAKHbt6BEEQFggsMAQ&usg=AFQjCNEY6YU3H1rZoA9aUxzzWsYoAjG1kA

http://www.lastampa.it/2014/08/21/scienza/ambiente/il-caso/rossano-ercolini-rifiuti-zero-non-unutopia-As8dltpc3Ru0MADRRwn7aO/pagina.html

San Francisco rifiuti zero

http://www.ecodallecitta.it/notizie/385003/la-raccolta-differenziata-a-san-francisco-costi-obiettivi-e-modalita-di-raccolta/

La decrescita felice

http://www.filosofico.net/latouche.htm

http://www.huffingtonpost.it/alessandro-pertosa-/introduzione-alla-decrescita-felice_a_22064745/?utm_hp_ref=it-homepage

La crescita economica passa attraverso la cultura

http://www.huffingtonpost.it/alfredo-nepa/la-crescita-economica-passa-attraverso-la-cultura_a_22060331/?utm_hp_ref=it-homepage

Isole di plastica

http://www.saperescienza.it/rubriche/geologia/l-isola-di-plastica-18-07-2014/200-l-isola-di-plastica-18-07-2014

http://www.lafucina.it/2014/06/17/isola-di-plastica-del-pacifico-lisola-della-spazzatura/

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/21595-isola-plastica-pacifico&ved=0ahUKEwjzl-_V-b3TAhVBDxQKHfR-APsQFghTMAs&usg=AFQjCNHOyqu8STEeh3JPVac_7nmBx2VWjQ

Indici economici e del benessere delle nazioni

http://www.ilpost.it/2011/05/24/indice-benessere-nazioni-ocse/

http://www.centrosaluteglobale.eu/site/il-prodotto-interno-lordo-critiche-e-alternative-per-la-misura-del-reale-benessere-delle-nazioni/

https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_indice_di_sviluppo_umano&ved=0ahUKEwjBqqSsudHTAhUC1xQKHXo1Co0QFgglMAI&usg=AFQjCNF6DU7Odqpu13z_dF7t-HPA4n9jrA

https://www.atopon.it/la-felicita-come-indice-di-sviluppo-umano/

http://baldi.diplomacy.edu/stefano/relhdi.htm

 

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...