Isaac Asimof , uno scrittore profeta

 

Lo scrittore di fantascienza Isaac Asimof nei romanzi del “Ciclo delle fondazioni ” introdusse l’idea di una scienza immaginaria, la “Psicostoria” in grado di prevedere l’evoluzione della società umana a partire dalla conoscenza del comportamento di una moltitudine di individui.

La psicostoria
“La psicostoriografia era la quintessenza della sociologia; era la scienza del comportamento umano ridotto ad equazioni matematiche”.
Certamente una idea bislacca ma affascinante e che mi induce a riflettere insieme a voi su alcuni aspetti di quella rivoluzione in atto, silenziosa e subdola, e che va inquadrata e compresa a partire da due realtà che emergono dalla rete informatica globale e che sono etichettate con i termini di :”Big Data” e “Profilazione” ma  questa è  anche una idea che incomincia a vedere la sua realizzazione a Singapore .

Singapore
A Singapore città stato di 4 milioni di abitanti si preannuncia quello che potrebbe essere una organizzazione di governo che potrebbe riguardare anche noi in un futuro non molto lontano.La nazione è guidata dai Big data, la cosiddetta “Data driven”. In questa forma moderna di organizzazione sociale ogni cosa è basata sui dati. Ogni persona ha un’identità digitalizzata. Su di una carta magnetica (come le nostre carte di credito) sono raccolti i dati anagrafici riguardanti la persona, la sua professione, la provenienza, gli studi, lo stato sociale attuale ecc.  Tutti i dati sono custoditi su un super Computer di Stato, che li analizza costantemente. Nulla è lasciato al caso. Si cerca di anticipare i bisogni e la soddisfazione del benessere dei cittadini attraverso gli algoritmi, a stretto contatto con i neuroscienziati.
Si analizzano i sentimenti della popolazione (analisi sentimentale – Sentiment Analysis), da quello che ne viene fuori dai Social Network e quindi si prova ad avere accesso alla sfera profonda dei cittadini e questo viene fatto per “controllare” e non per un bisogno di maggiore democrazia come emerge sempre nel caso del governo di Singaopore, infatti il primo ministro   Lee Kuan Yew ha provato ogni metodo possibile per eliminare l’opposizione al suo People’s Action Party. I critici sono stati arrestati o screditati attraverso cause per diffamazione che li hanno rovinati economicamente o costretti all’esilio, la stampa di Singapore ancora oggi si basa sui cosiddetti “out of bounds markers”, un termine preso in prestito dal golf che indica quali argomenti non devono essere trattati in una discussione pubblica.

Ma ritorniamo ad approfondire i concetti :
BIG DATA
Una ricerca su Google, un nostro acquisto al supermercato, una foto, un messaggio vocale, un tweet. Tutti questi sono dati. La maggior parte delle nostre attività quotidiane, oggi, crea dei dati, che possono essere raccolti, analizzati e monetizzati.
Entro il 2020 il nuovo  mondo digitale   sarà composto da più di 7 miliardi di persone, 10 milioni di aziende e più di 30 miliardi di dispositivi elettronici che saranno connessi alla rete, principalmente attraverso   Internet mobile.
Il motore di ricerca più usato al mondo,  Google (2 miliardi di utenti) , viene contattato ogni 60 secondi per 2 milioni di richieste immesse nella sua maschera di ricerca . Facebook (2,2 miliardi di utenti)  pubblica 41mila post ,ovvero :messaggi , condivisioni, immagini ,like (simbolo di gradimento e condivisione di una notizia), ogni secondo, mentre ogni 60 si cliccano 1,8 milioni di “mi piace” e 350 GB di dati passano per i server. Sono 204 milioni le   email   spedite in media ogni minuto.
Twitter , ogni minuto vengono pubblicati 278mila tweet da 140 caratteri (secondo i dati di Global Web Index gli utenti attivi nel mondo sarebbero ormai 288 milioni). Amazon , sito mondiale di e-commerce, raccoglie ogni 60 secondi vendite per 83mila dollari, pari a circa 62mila euro.

In totale nel mondo sono connessi a social network o a siti di e-commerce quasi 3,5 miliardi di persone, ovvero la metà della popolazione mondiale.!!!!
Dunque una quantità immensa di dati, di informazioni, vengono fornite GRATUITAMENTE dagli utenti della rete alle piattaforme ,cioè ai gestori, per cui Google, Facebook, Istagram,Twitter, Amazon e pochi altri conservano nei loro database una “scheda” sintetica della nostra personalità.
Lo scienziato sociale Kosinski ha dimostrato come, sfruttando i Big dData , un sistema computerizzato con 10 like ti conosce meglio di un collega, con 70 meglio di un amico, con 300 meglio di tua moglie/marito.

PROFILAZIONE

Siamo quindi arrivati a quel processo sociale che qualcuno definisce come “Capitalismo della sorveglianza ” .
Perché, ci si può chiedere, usare un termine così inquietante per una tecnica che potrebbe essere banalmente ricondotta ad un semplice processo di marketing per vendere meglio un qualsiasi prodotto commerciale ?
Perché il prodotto commerciale è diventato l’utente nella sua dimensione esistenziale complessiva e quindi anche nella sua dimensione politica, sessuale, religiosa, e perché ogni utente ha un PROFILO .
Dunque le sfere più intime e sensibili della nostra personalità sono a disposizione di società e di manager che possono vendere questi profili senza il nostro consenso a chiunque abbia necessità di acquisire il nostro interesse sia per fini commerciali che per fini di propaganda politica.

Un altro aspetto del concetto di “sorveglianza ” è legato alla diffusione ,silenziosa ma progressiva dell’uso fatto da alcuni governi di identificare ,attraverso l’acquisizione del profilo dei propri cittadini ,di potenziali terroristi o , più banalmente,  di potenziali delinquenti .

Si dirà :”Qual è  il problema ?”.

Il problema è  legato al fatto che definire un comportamento  delinquenziale a priori è fonte di molti equivoci e di qualche pregiudizio , ma la questione piu  importante è  che , con questa esigenza lo stato giustifica comunque una sistematica  e generale violazione della privacy e dei diritti. Si tratterebbe cioè  di far passare una necessità  specifica ed anche ragionevole, mirata solo a specifici individui ,per una esigenza globale.

Questo sarebbe inaccettabile.

Pilotare le scelte
Pilotare le scelte degli utenti è comunque  il fine fondamentale della profilazione; essa è diventata una scienza sottile che utilizza una tecnica avvolgente costituita da quella che potremmo definire “La forza della tribù “.
Chiariamo :Se voglio indirizzare la scelta degli elettori verso un certo candidato non basta enunciare uno slogan ma devo conoscere il pubblico a cui mi rivolgo e differenziare il messaggio adeguandolo ai diversi segmenti in cui si suddivide il pubblico perché solo così riuscirò a catturare l’attenzione di molti.
Nella moderna comunicazione politica e comerciale si è visto che non esiste un messaggio buono per tutti .Il primo passo non è il messaggio ma la conoscenza della platea di riferimento destinataria del messaggio . Questa conoscenza deve essere articolata in una griglia di attributi che definiscono ed incasellano tra l’altro :razza, orientamento sessuale,orientamento politico, religione, preferenze alimentari ed ogni altro attributo che sia funzionale a definire la personalità nel suo complesso .
Moltiplichiamo questo processo per milioni o addirittura miliardi di persone che hanno lasciato traccie di sé nei database di Google, Facebook etc ed avremo i famosi BIG DATA.
Ognuno di noi è definito da una stringa di attributi ed è omogeneo ad una parte di popolazione che ha attributi similari, quindi il processo di analisi suddivide questa immensa quantità di dati in sottoinsieme con caratteristiche simili cioè in

“Aggregazioni mirate di dati.”
Questi dati strutturati in classi omogenee di personalità è la merce preziosa che può essere venduta a società commerciali o ad organizzazioni politiche per costruire non “il messaggio” ma i tanti messaggi mirati che , facendo leva sugli aspetti specifici del gruppo, renderanno efficace la comunicazione.
Ci sono poi diverse tecniche per accendere l’interesse e ottenere la rivelazione profonda della personalità attraverso la creazione di messaggi “esca”; cioè si lanciano in rete “Argomenti polarizzanti” ad esempio sugli immigrati oppure sui vaccini ,che spaccano la platea in maniera viscerale nel senso che viene eliminata qualsiasi dialettica,qualsiasi ragionamento ed è in questo modo che si creano le “TRIBÙ ”
Gli esperti le chiamano le “eco chamber” e questo processo si radicalizza tanto quanto più i commenti diventano aggressivi e negativi ed il linguaggio della tribù si uniforma.
E queste tribù si aggregano su argomenti neppure minimamente problematici come testimonia il fatto che esistono gruppi che dichiarano che la Terra è piatta e che esiste una “congiura scientifica” che manipola le prove.
La teoria della congiura è tesi prediletta di tutti i gruppi che ,in genere, attribuiscono alla comunità scientifica la colpa di essere al servizio di poteri forti e non c’è verso di ottenere un riscontro, una dialettica, che abbia il supporto di pubblicazioni scientifiche serie e condivise.

Il problema vero
Il problema vero però non è semplicemente un problema di verità o di menzogna, del ruolo della scienza o dell’odio e delle paure che incendiano le comunità virtuali.
Il problema vero è che oggi esistono strumenti di condizionamento emotivo e ideologico di masse enormi di persone.
Si dirà ,giustamente , che nel secolo scorso la radio ha svolto un ruolo analogo e, per certi versi, la televisore a partire dal dopoguerra in poi, dunque dove sta la differenza ?
La differenza fondamentale consiste nel fatto che oggi ognuno di noi è un libro aperto nei suoi aspetti più intimi e profondi e non c’è maschera che tenga.
Possiamo avere angoli protetti della personalità nei confronti di chi ci è vicino ma non nei confronti di società come Google e Facebook.
La navigazione in rete ci deresponsabilizza, ci permette di mascherarci per poter esprimere sia la faccia ufficiale , quella della “normalità “ma anche il lato nascosto e quindi in rete siamo spesso più veri.
Questi ci conoscono meglio dei nostri parenti ,cosa che era impossibile con la radio e la televisione ed avere la libertà di manifestare per nostra scelta gli aspetti della nostra personalità è elemento irrinunciabile della libertà.
Quanto detto ci dovrebbe far riflettere sul discorso della responsabilità della politica nell’affrontare la situazione e , rendendosi edotta della complessità del problema, trovi le forme legislative adeguate a rendere impossibile il mercimonio dei Big Data.
È significativo che il fondatore di Facebook, Zuckerberg, abbia chiesto aiuto ai governi per introdurre nuove regole a garanzia dell’integrità dei processi elettorali.
Evidentemente un esempio lampante che lo strumento gli sfugge dalle mani dopo che ha costruito un impero miliardario sfruttando commercialmente i Big Data, oppure un maldestro tentativo di sbiancarsi la coscienza.

LA CINA

IN CINA la sorveglianza di massa è già realtà. Una delle priorità del partito comunista cinese è quella di modernizzare il sistema di controllo sulla popolazione.

Sempre entro il 2020, verrà adottata quella che forse è la misura più inquietante: un sistema di “credito sociale” che valuterà le azioni reali e virtuali di tutte le persone e le organizzazioni. Premi, ammende o divieti, a seconda del proprio comportamento in rete e nella vita di tutti i giorni.

La giornata tipo di ogni cittadino è scansionata  attraverso il riconoscimento  facciale effettuato con 500 milioni  di telecamere, e con l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale.

Le telecamere sono diffuse in ogni angolo e stanno progessivamente costruendo non solo un profilo caratteriale attraverso i social  network,  ma anche un immenso e pervasivo album a disposizione di un potere che ha nelle sue mani la vita intera delle persone.

 Il sistema di “credito sociale” prevederà l’assegnazione di una sorta di punteggio social e, in base a quanto sarà alto o basso il punteggio in questione, la vita delle persone potrà cambiare radicalmente.

Il sistema di credito sociale è simile a quanto visto nell’episodio Caduta Libera della terza stagione di Black Mirror, dove la protagonista di nome Lacie Pound (Bryce Dallas Howard) vede il proprio punteggio social calare drasticamente, e da lì in poi viene travolta da una serie di eventi a dir poco spiacevoli.

Il sistema di credito sociale dovrebbe prevedere una scala di punteggio che va   dai 350 ai 950 punti , assegnati in base a cinque fattori ben precisi: il pagamento in regola di bollette elettriche e del traffico telefonico, la capacità di un individuo di tenere fede ai propri obblighi contrattuali, le caratteristiche personali, le abitudini d’acquisto ed  il tipo di relazioni interpersonali.

Dunque anche gli amici che abbiamo sui social network, il tipo di commenti che postiamo e così via, saranno importantissimi per l’assegnazione del punteggio social. Giudizi positivi sul governo e sull’economia del paese, ad esempio, miglioreranno il proprio credito sociale.

In base dunque ad una serie di  comportamenti scorretti , il proprio nome e punteggio andrà a finire all’interno di una black list che vieterà l’accesso dei suddetti cittadini in posti come treni o aerei, a poter accedere al credito bancario, la possibilità di trovare un lavoro, almeno fino al miglioramento del punteggio.

Il Social Credit System (SCS) ,dice il partito, viene fatto per valutare l’affidabilità di 1,3 miliardi di cittadini, e lo si sta sta costruendo per “una cultura della sincerità”, ovvero,  per un capillare controllo. 

Eppure, già milioni di persone hanno firmato l’adesione a questo  controllo totale della loro vita, controllo che diverrà  obbligatorio a partire dal 2020 . Avranno avuto paura del governo, che è solito scagliarsi contro i tanti dissidenti cinesi, o pensano davvero che questa innovazione possa migliorare la società in cui vivono?

  LINK INTRESSANTI

Per chi volesse approfondire  seriamente il mondo dei BIG DATA

Profilazione    Profilazione e limiti giuridici

La nuova frontiera della privacy nel Consiglio d’Europa

Big data e privacy : Strapotere  dell’algoritmo, una minaccia per la democrazia

Il credito sociale

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. 09dream ha detto:

    Interessante sintesi della realtà attuale, dalla quale, credo, n

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  2. Gey Savarese ha detto:

    Quanto scritto è un’accurata e ottima fotografia di quello che oggi sta succedendo, ovvero che nelle mani di poche entità multinazionali o governi, c’è una massa di informazioni tali da poter influenzare, con azioni subdole, il comportamento di singoli. Non mi pare però che questo abbia qualcosa a che fare con la psicostoria di Asimov, il cui scopo è di prevedere il comportamento di miliardi di miliardi di persone, sparse in un Universo immenso, nel loro insieme. Per la capacità di poter prevedere il futuro (entro certi limiti e comunque su base statistica), nei 7 romanzi di Asimov, la Fondazione, il gruppo di scienziati che studiano la psicostoria, è in grado, alla fine, di perseguire azioni con precisione chirurgica per cambiare il corso degli eventi per miliardi di miliardi di persone, vero oggetto della psicostoria, La psicostoria analizza i comportamenti degli uomini nel loro insieme (molto grande, se no non funziona) e ne trae previsioni per eventualmente cambiare il corso della storia. Quello che accade oggi invece è che si analizzano i comportamenti dei singoli per modificare, con cosciente volontà, il comportamento di altri singoli.

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    1. Peppe Sambri ha detto:

      I profeti ed i visionari che sono due declinazioni dello stesso bisogno profondo e umano di dare una veste al futuro non possono dirti se io dopodomani farò una certa scelta politica o alimentare .
      L’oroscopo, i segni zodiacali, le carte sono gli strumenti divinatori che hanno accompagnato l’umanità da sempre.
      Quei gesti, quelle pratiche e quei rituali, che appaiono così bizzarri nell’odierna società tecnologica e razionalista, costituiscono la testimonianza ancora vitale di usanze antichissime, sviluppatesi all’alba della storia dell’uomo e giunte fino a noi attraverso i millenni ancora cariche del fascino misterioso che da sempre avvolge l’arte di predire il futuro.
      Nel paganesimo occidentale e nelle altre culture dell’età antica la convinzione circa la stretta contiguità tra uomini e divinità ,   unita alla percezione della natura come parte integrante del divino, che in essa abitava e si manifestava , favorirono la diffusione di molteplici usanze finalizzate a comprendere il volere degli dei, così come a interrogarli per ottenere responsi sugli argomenti più disparati.
      Oggi questa contiguità tra uomini e dei non ha più una valenza culturale condivisa o, perlomeno, plebiscitaria e fra i credenti delle religioni monoteiste sopravvive in maniera ambigua e confusa una appartenenza , un affidarsi, al dio che , se opportunamente sollecitato con azioni e preghiere, può cambiare la sorte delle persone.
      Insomma la divinazione aveva una cifra individuale e qui mi riallaccio a a quel che dici.
      Tu mi dici che :”Il gruppo di scienziati che studiano la psicostoria, è in grado, alla fine, di perseguire azioni con precisione chirurgica per cambiare il corso degli eventi per miliardi di miliardi di persone.Quello che accade oggi invece è che si analizzano i comportamenti dei singoli per modificare, con cosciente volontà, il comportamento di altri singoli.”
      Non sono d’accordo in quanto l’analisi dei BIG DATA ha lo scopo fondamentale di creare una “Aggregazione mirata di dati” ovvero un insieme di CLASSI omogenee di personalita ed il messaggio è costruito e modellato per ciascun gruppo e non per ciascun individuo.
      Sto parlando fondamentalmente di messaggio politico-ideologico e non di messaggio commerciale ed il programma di “Credito sociae” cinese ha lo scopo di conoscere la stratificazione sociale in tutti gli aspetti della personalità e di uniformare miliardi di persone ad uno standard.
      Con questo non voglio dire che Asimof ha detto il “vero” ma certamente ha colto insieme ad Orwell gli aspetti più inquietanti di questa modernità.
      Con stima.

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  3. Gey Savarese ha detto:

    Peppe, scusami, ma non sono questi i fatti.

    1. Tu sai che un membro della mia famiglia si occupa, ad altissimi livelli accademici internazionali, di intelligenza artificiale quindi sono al corrente dei dettagli di quello che fa. Poi ti spiego da vicino, se vuoi, ma ti assicuro che l’uso dei big data è rivolto ad influenzare non gruppi di persone, ma SINGOLI INDIVIDUI, con messaggi assolutamente personalizzati, tanto è vero che vengono veicolati una volta effettuato il riconoscimento facciale. Sto parlando per cognizione di causa diretta.

    2. Cambridge Analytica ha attuato le tecniche di Microtargeting Comportamentale, un sistema che permette alle aziende di veicolare (online) pubblicità estremamente personalizzata ad ogni singolo utente. Se dall’analisi dei big data si scopre che io sono una persona influenzabile, e si sanno le mie preferenze, allora mi viene veicolato sulla pagina del mio personale social network un messaggio che mi spinge a fare una certa cosa facendo leva sulla mie preferenze personali. Il messaggio è assolutamente individuale, o forse, si potrebbe applicare a pochissime altre persone che, come me, per esempio, amano Chuck Berry, non amano Elvis Presley ultima maniera, preferiscono mangiare la pizza bianca con il salame, e hanno acquistato recentemente un lenzuolo di flanella su Amazon.

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  4. Gey Savarese ha detto:

    Aggiungo che la grossa differenza è che la pubblicità, che può tranquillamente essere fatta per scopi politici e non solo commerciali (vota Trump, ad esempio) ha così il merito di non essere generalista come quella che si vede in TV a Un posto al Sole, ad esempio, che al massimo può essere mirata al gruppo di persone che la sera amano vedere alla TV Un posto al Sole. La pubblicità mirata per gruppi esiste da decine di anni in TV in base ai dati Auditel, ma non è certo così efficace con la pubblicità individuale, che è la grossa novità.

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