Il problema filosofico mente-corpo diventa un problema fisiologico

              Premessa

Il problema filosofico mente-corpo è,  da sempre , il dilemma  che pervade il dibattito che affronta il senso dell’essere nella sua dimensione esistenziale più profonda e problematica.

È un discorso che è stato , per secoli, appannaggio esclusivo della filosofia  senza che la scienza,  almeno fino al secolo scorso, avesse la possibilità di intervenire con voce forte ed autorevole.

Da pochi decenni , con l’uso di strumenti diagnostici estremamente sofisticati, si sono potuti raggiungere dei risultati scientifici che , non solo sono in grado di avere una mappa dettagliata del cervello e della sua fisiologia specifica, ma hanno anche permesso di elaborare una teoria complessiva che lega la biologia alle espressioni comportamentali e psicologiche dell’essere umano.

Uno degli scienziati, un neuroscienziato, fra i  più importanti è Antonio Damasio.

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In particolare è interessante, per me, leggere le ultime argomentazioni e riflessioni sviluppare nel libro

Lo strano ordine delle cose

perché queste riflessioni si riallaciano a quelle sviluppate  nell’ultimo articolo del Blog

L’essere umano è un sistema complesso adattativo

in particolare per quel che riguarda la natura degli essere umani ,

La mia necessità nasce dal bisogno di approfondire  l’affidabilità scientifica di affermazioni consolidate e proiezioni azzardate esposte in quell’articolo.

Ricordo che la riflessione sviluppata  nell’articolo portava a ipotizzare che l’universo fisico e biologico fossero il risultato di un immenso sistema formale in cui  i simboli sono gli atomi e la grammatica le leggi fisiche.

Ma l’essere umano può essere assimilato ad un “particolare” e complesso  sistema formale  ?

Il confronto con la legge fondamentale del secondo principio della termodinamica conferma che non c’è violazione, ma evidentemente non basta.

Nasce quindi l’esigenza di approfondire il discorso attingendo a fonti di chiara ed indiscussa rilevanza scientifica per cercare di capire fin dove l’azzardo si manifesti nelle sue forme più estreme.

Penso che la lettura dell’ultimo libro di Damasio,neuroscienziato di fama mondiale , con “Lo strano ordine delle cose ” possa essere utile e dunque cercherò di estrarre , da questa lettura, le informazioni necessarie a delimitare  scientificamente le mie riflessioni.

Se vuoi, mentre leggi,  ascolta il brano di Duke Ellington e John Coltrane :”In a sentimental mood” e poi capirai perché. 

 

            Mente e Cervello

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Antonio Damasio non è stato certo il primo a contrastare, anche sul piano neuroscientifico, l’idea di una netta distinzione tra mente e cervello. La svolta che hanno introdotto le sue ricerche è legata invece al recupero del ruolo delle emozioni in tutte le nostre decisioni e nelle scelte morali, così come nel cercare di spiegare la funzione delle sensazioni corporee per l’emergere della coscienza e dell’io.

Egli ha delineato il ribaltamento dell’idea razionalista, secondo cui la ragione è la vera guida affidabile, una guida che dovremmo preservare dalle nefaste influenze delle passioni, che ci distraggono e ci fuorviano e questa è  un’idea sbagliata.

                    Ragione e Sentimento

L’impresa umana, intesa come sviluppo dai  primi ominidi fino al sapiens, non sarebbe solo un processo di selezione naturale e trasmissione genetica,  ma sarebbe stata condizionata nei suoi risultati più elevati,  dai “Sentimenti “.

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Le sensazioni sono la chiave per comprendere la mente umana insieme alle emozioni. Attraverso lo studio delle sensazioni capiamo come funziona la nostra bussola morale, la nostra creatività e anche il processo della soggettività, che è la componente principale della coscienza.

In sostanza la condizione umana come dialettica fra ragione e sentimento.

I sentimenti, afferma Damasio,  sono però un punto di arrivo di un processo molto più generale e primordiale di tutte le forme viventi definito con il termine di OMEOSTASI .

Il punto focale del ragionamento di Damasio è il concetto di “OMEOSTASI

                      OMEOSTASI

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Esempio di omeostasi

 

È determinata da meccanismi fisiologici e comportamentali.

Damasio afferma :

L’omeostasi è il meccanismo, inconsapevole e inespresso,per cui ogni organismo vivente, piccolo o grande che sia ha la funzione di perdurare e prevalere.

Il perdurare genera sopravvivenza, il prevalere garantisce che la vita abbia un futuro

Le condizioni per cui la vita sia espressa si realizzano entro intervalli fisiologici ben precisi e l’omeostasi è l’insieme delle operazioni che realizzano a tutti i livelli, sia biochimici che psicologici, l’equilibrio vitale attivando delle reazioni che mantengano i valori nell’intervallo vitale.

 

I sentimenti sono l’espressione positiva o negativa del funzionamento corretto o meno dell’omeostasi e sono da intendersi come la risposta che qualsiasi organismo vivente esprime come esigenza del “perdurare”.

Il perdurare, da solo, comporta un equilibrio sostanzialmente statico nel senso che i meccanismi di autocontrollo realizzano il mantenimento dell’equilibrio nell’intervallo vitale come mantenimento dello”status quo”.

L’ulteriore elemento che caratterizza l’omeostasi è il “prevalere” ed il prevalere ha la funzione legata all’evoluzione .

          L’omeostasi è una legge generale di tutte le forme viventi

L’omeostasi ed i sentimenti non sono una prerogativa degli esseri umani ma sono elementi comuni a tutti gli esseri viventi a partire dai batteri.

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Occorre evidenziare che esperimenti condotti sui batteri,e cioè la forma di vita più elementare non dotata di cervello, hanno mostrato che esistono comportamenti sociali di cooperazione o di lotta di gruppi diversi in funzione dell’accesso alle risorse per sopravvivere. Il sentimento dei batteri deve intendersi non come una “coscienza” del pericolo e della scelta di una azione, ma come la risposta adeguata ad un equilibrio corrotto ,cioè una omeostasi perturbata. Il  sentimento, con la sua intensità definita dal termine di “valenza” è l’emergere del segnale che esprime il malessere o il benessere nel caso di equilibrio funzionante.

Quindi il sentimento è inteso come rappresentazione interiore dello stato omeostatico.

Per rappresentazione interiore si intende lo stato mentale che emerge, in forma spontanea,  come risultato complessivo di tutti i diversi processi omeostatici, biologici e psicologici,  in corso nell’essere umano in quel momento e  cioè come rappresentazione finale del senso di benessere o malessere.

L’evoluzione del sentimento è,  secondo Damasio, la vera traccia che ci permette di capire lo sviluppo delle forme viventi fino alla coscienza dell’homo sapiens.

Damasio afferma che i batteri sono esseri intelligenti nel senso che non si parla di una mente né di coscienza,  ma essi hanno un comportamento intelligente perché percepiscono le condizioni dell’ambiente e reagiscono in modi favorevoli alla continuazione della propria vita. Comunicano fra loro con segnali fatti di molecole e valutano se la necessità di sopravvivenza ha bisogno o no di associarsi.

Pur non avendo un sistema nervoso hanno percezione dell’ambiente, memoria, comunicazione e coordinazione sociale.

Questi processi sono generali e si ritrovano ancora negli insetti sociali e via via in tutte le forme di vita animale e vegetale fino all’uomo.

I sentimenti nell’uomo sono pur sempre legati al meccanismo dell’omeostasi ma, evidentemente, sono di livello diverso perché sono intrecciati con la coscienza.

Quelli dei batteri sono stati i sentimenti  precursori ma il funzionamento della vita e lo sviluppo della coscienza  ha una sequenza fatta di continuità e salti ma non di miracoli.

Il meccanismo è  quindi ancora come quello esposto nell’articolo “L’essere umano è un sistema complesso adattativo” ovvero cito :

Un sistema complesso  ADATTATIVO   acquisisce informazione sul suo ambiente e sulla propria   interazione   con esso; l’esame di  tale interazione gli permette di individuare “ regolarità   ” che gli consentono di   sopravvivere   adattandosi all’ambiente stesso e quindi di   replicarsi . Tutto questo però avviene   se e  solo se   il sistema è dotato di   memoria   dove conservare l’informazione progressiva ottenuta e la memoria può assumere forme diverse perché va dal   codice DNA alla chiavetta USB.

Il sistema cioè elabora processi e decide in una continua interazione con la sua memoria.

                   La Memoria

La memoria non è una prerogativa della mente ed è presente già negli organismi unicellulari come nelle nostre cellule immunitarie con il meccanismo dei vaccini che hanno lo scopo di ricordare alle cellule immunitarie come riconoscere l’agente patogeno.

Solo i vertebrati hanno però  un sistema immunitario adattativo , cioè un sistema immunitario che utilizza la memoria per ricordare ed essere istruito attraverso i vaccini.

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La MEMORIA  quindi come sentinella informata e multiforme che permette le risposte adeguate agli stimoli.

         Le Mappe neurali

Il sistema nervoso nasce al servizio del corpo, e non viceversa,   come necessità di gestire la moltitudine delle risposte e dei segnali delle singole parti ,e cioè  delle diverse aggregazioni cellulari formatesi nel processo di aggregazione e cooperazione omeostatica.                

Il sistema nervoso gestisce le diverse risposte da dare a stimoli esterni ma anche interni dell’organismo ed il passo evolutivo conseguente fu la capacità di creare MAPPE degli oggetti e degli eventi percepiti. Le mappe sono fissate come specifici circuiti neurali e possono essere assimilate metaforicamente  ad immagini fotografiche archiviate nel cervello.

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Le mappe sono la rappresentazione di qualsiasi tipo di evento , di suoni, odori, immagini , forme ,ma anche di eventi interni dell’organismo e degli stessi sentimenti  .

Le immagini sono le forme rappresentate nella mente e le immagini associate ad un oggetto o ad un evento corrispondono all’idea , al concetto.

In questa fase emerge la capacità degli organismi di rappresentare il mondo intorno a loro e di rappresentare il mondo dentro di loro ed il sentimento è l’espressione di questo dialogo tra corpo e cervello che non sono organismi separati ma è un organismo unico poiché ogni cellula del corpo è legata al sistema nervoso ed il sistema nervoso riceve continui segnali dalle cellule.

Questo continuo feedback reciproco si è  avvalso , in un certo momento, della funzione della mappatura e della creazione di immagini e della creazione di nuove immagini mentali a partire da gruppi di immagini associate e tutto questo viene espresso ed emerge come sentimenti.

I sentimenti,  nelle loro espressioni dalle forme più elementari a quelle più complesse ,come nell’uomo,  sono comuni quindi a tutti gli animali con un ventaglio che ci permette di riconoscere , per esempio in cani ,gatti , scimmie e così via, i nostri simili in una scala diversa ma in questa scala sono presenti il dolore , l’affetto, il pensiero , il riconoscimento del sé e degli altri.

Non c’è dunque un “quid” ,un intervento divino a beneficio dell’uomo.

Siamo il meraviglioso risultato di continui processi evolutivi e, probabilmente,  non siamo  gli unici nell’universo e non abbiamo inferno o paradisi da conquistare ma solo il bisogno di capire meglio perché siamo sempre al bordo di un mistero che solo la scienza , a piccoli passi, può riuscire a diradare.

I sentimenti,  ancora una volta, sono la traccia della necessità di esprimere a sé stessi il  benessere od il malessere di processi omeostatici via via più ampi e complessi che costituiscono la macchina vitale.

I sentimenti sono l’esperienza mentale di uno stato corporeo e sono in modo specifico “soggettive”.

              La Coscienza

La connessione di diverse immagini come stratificazioni di eventi primordiali e di eventi pregressi ha dato origine alla coscienza .

La comparsa di sistemi nervosi capaci di creare mappe ed immagini aprì la via all’entrata in scena di MENTI semplici.

L’ippocampo , una struttura del cervello, è la sede dove le codifiche temporanee delle immagini vengono fissate in codifiche permanenti .

In sostanza è in questa fase che l’esperienza culturale dell’essere vivente diventa istinto.

Nel Blog affermo :

L’istinto è la cultura incorporata, nel senso che il primo passo che gli esseri viventi fanno  affrontando e   risolvendo   un problema vitale di sopravvivenza è un fatto culturale, poi diventa un comportamento standard del gruppo o/e della specie e che , per imitazione, viene trasmesso alla discendenza

Sì può osservare che il processo omeostatico  con il “perdurare” ed il “prevalere” è esplicitato in forme sintattiche diverse ma equivalenti e viene evidenziato il ruolo fondamentale della memoria che acquista un ruolo sempre più centrale negli organismi superiori.,

Ancora con Damasio leggiamo  :

Il processo dai batteri (precarioti) agli eucarioti ,cioè cellule con nucleo , dopo circa 2 miliardi di anni, è avvenuto attraverso il meccanismo di cooperazione e competizione ma il processo generale è che la cooperazione avviene se il nuovo organismo ha più efficienza nella probabilità di sopravvivere.

I sistemi endocrino, immunitario, circolatorio ed , infine, nervoso sono il risultato di questo processo.

            Il Linguaggio

In questo processo di espansione intellettuale arrivò  il linguaggio verbale  come ulteriore connessione di immagini mentali e immagini fonetiche.

Il processo di formazione della coscienza realizza il momento in cui le idee precedevano le azioni e i comportamenti. A quel punto, l’evoluzione culturale poté  unirsi all’evoluzione genetica.

Bisogna qui approfondire la bella espressione del libro  :

il linguaggio verbale in cui le idee precedevano le azioni e i comportamenti

per cogliere il salto evolutivo che il linguaggio realizza attraverso la nascita del pensiero espresso e formalizzato dal linguaggio.

Il linguaggio è il motore che amplifica enormemente la dimensione sociale e affranca l’essere umano dalla evoluzione  puramente biologica e realizza l’ulteriore salto del linguaggio formale che è alla base del discorso scientifico.

Il linguaggio e la scrittura amplificano inoltre il ruolo dei sentimenti perché li liberano dalla limitatezza della espressione corporale, l’espessione del viso o la reazione del corpo come la sudorazione,  e li rendono liberi di contagiare gli altri e di rafforzare la leva della dimensione sociale che diventa l’ulteriore elemento che caratterizza l’evoluzione umana.

Su questo aspetto si gioca forse il limite fondamentale che distanzia il robot dall’essere umano.

  La mente non è un fenomeno puramente celebrale      

Damasio …

I concetti di codice ed algoritmo , fondamentali nell’informatica e nell’intellingenza artificiale, non si possono applicare ai sistemi viventi se non con precise limitazioni.

L’idea che gli organismi viventi siano algoritmi contribuisce a perpetuare la falsa idea che il substrato utilizzato nella costruzione di un organismo, sia esso vivente o artificiale, abbia scarsa importanza.

Secondo questa idea, applicare lo stesso algoritmo a substrati differenti e in nuovi contesti produrrebbe presumibilmente risultati simili.

Per quanto ne sappiamo, invece, questo substrato è essenziale per spiegare chi siamo.

La fenomenologia del sentimento rivela che i sentimenti umani derivano da una creazione di immagini, multidimensionale e interattiva, dei nostri processi vitali e delle loro componenti chimiche e viscerali. I sentimenti riflettono la qualità di questi processi e la loro futura vitalità.

Si potrebbe ipotizzare da qualche parte della galassia una vita  germogliata su un altro substrato e con un meccanismo  omeostatico simile al nostro, ma se si cambia il substrato cambia anche la rappresentazione per immagini, e quindi anche i sentimenti.

E oggi possibile progettare e costruire organismi artificiali che funzionino in maniera intelligente ma non c’è alcuna prova che tali organismi artificiali, progettati al solo scopo di essere intelligenti, generino sentimenti per il semplice fatto che stanno comportandosi in modo intelligente.

I sentimenti naturali sono comparsi nel corso dell’evoluzione, e si sono conservati perché i loro contributi si sono rivelati di vitale importanza per la sopravvivenza degli organismi.

        Conclusioni

La lettura del libro mi permette di dire che Damasio , attraverso studi sperimentali, dimostra che l’evoluzione di tutte le forme viventi è stato un processo continuo , durato miliardi di anni, che si è basato sul meccanismo dell’omeostasi e che l’essere umano , con la sua mente,  la coscienza, ed i sentimenti è la sintesi finale e  momentanea di questo processo.

L’essere umano ha , per Damasio, una caratteristica peculiare che lo renderebbe fondamentalmente inassimilabile ad una macchina intelligente e l’ostacolo insormontabile sarebbe il sentimento.

Il sentimento inteso come l’esperienza mentale dello stato corporeo , come il legame inseparabile tra corpo e mente ,il livello più alto dell’evoluzione ,il motore rivoluzionario ed esponenziale dell’evoluzione.

Non c’è evidentemente nessun possibile aggancio all’ipotesi ,da me formulata, che anche il mondo biologico possa essere il risultato  del funzionamento di un particolare e complesso  sistema  formale regolato da leggi fisiche generali. D’altra parte questa è la mia più azzardata ipotesi che mi affascina perché coniuga matematica, fisica e biologia.

Ma non c’è neppure una scelta sulla nascita della vita ed è la giusta posizione su questioni scientificamente irrisolte.

Non so infine se il discorso “sentimenti ” possa essere il vero punto ostativo all’ipotesi della impossibilità di creare robot umanoidi ma questo aspetto non coglie definitivamente il limite dello scenario possibile per la costruzione dei robot con caratteristiche intelligenti.

Il vero problema non credo sia questo, il vero problema è se il nostro essere intelligenti e armati di sentimenti ci potrà sempre garantire di avere sempre il controllo delle nostre vite e della società nella quale macchine sempre più intelligenti, ma prive di sentimenti, ci potrebbero progressivamente emarginare dalla gestione della vita sulla Terra.

IA

 

Potremmo avere che pochi gruppi , capaci di costruire e gestire una gigantesca macchina distribuita di intelligenza artificiale, diventerebbero i padroni del mondo con la nostra condiscendenza e la nostra ignoranza.

Rimane dunque sempre necessaria l’esigenza di democrazia, cultura e comunicazione libera per far fronte a questi scenari futuri.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. 09dream ha detto:

    Molto interessante. L’unica cosa che bon mi trova consenziente è la negazione a priori dell’intervento divino. Capire i complessi meccanismi della vita e della scienza in generale, da una dimensione diversa dell’origine dell’uomo e del suo innato sentimento religioso. Questo fa sì che si instauri un rapporto più evoluto e filosofico della religione, direi più adulto per usare un eufemismo, ma non lo esclude a priori.    Da dove sia partito tutto non possiamo saperlo con certezza ne se si è credente, ma nemmeno se non lo si è. La fede è un atto d’amore non di logica razionale che comunque oltre un certo limite non può andare. Questo è il mio pensiero e non ha la pretesa di voler per forza essere giusto, ma non ha nemmeno la non forza di  temere di essere smentito. Comunque complimenti per i sempre interessanti articoli che leggo molto volentieri. Pietro

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  2. Peppe Sambri ha detto:

    Rispetto la tua opinione. Voglio però aggiungere che io voglio evidenziare che tutte le specifiche affermazioni delle religioni della diversità ontologica dell’uomo rispetto a tutte le altre forme viventi e finanche dei primati , del “quid” specifico dei sentimenti ,sono stati smantellati progressivamente dalla scienza .
    Non parliamo poi della narrazione biblica , inferno paradiso , resurrezione. Certo se vogliamo ridurre la religione ad imperativo d’amore sono meraviglosamente d’accordo, ma questo che c’entra con la religione ?

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  3. Rebecca Haag ha detto:

    Articolo molto interessante che riguarda anche alcune mie considerazioni sull’articolo precedente. Secondo me c’e’ da approfondire la nozione di ‘immagine’ nel cervello. Presumibilmente le ns memorie e idee sono configurazioni di neuroni accesi/spenti. Quindi non sono loro stesse ‘immagini’ anche se nella ns coscienza alcune hanno una componente visiva, tipo ‘cane’ o ‘fiore’. Mentre che immagine avrebbe ‘felicita’ o ‘nazionalismo’?
    Poi se la coscienza anche con i suoi sentimenti fa parte della autorappresentazione della propria situazione omeostatica, che dire degli stati di autoinganno che sono cosi’ comuni tra noi essere umani?

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    1. Peppe Sambri ha detto:

      Come sempre commento molto pertinente e stimolante.
      Un commento che coglie aspetti del libro di Damasio che non ho ben capito e quindi provo a riflettere insieme a te senza la pretesa di avere la risposta adeguata.
      Il punto fondamentale da capire è come realmente si formano le corrispondenze fra circuiti neurali ed immagini ma, molto più importante e complesso, come emerge il sentimento da una mappa neurale.
      Premetto che l’immagine che produce il sentimento è, penso, già una piramide o , se vogliamo, una ragnatela di connessioni di mappe neurali stratificate e localizzate in aree celebrale ben specifiche, ovvero c’è una suddivisione specialistica .
      La cosa che mi ha colpito maggiormente nella lettura è l’affermazione che la vita si è mantenuta e progredita senza sistema nervoso per più di 3 miliardi di anni ,quindi il meccanismo dell’omeostasi è stato sufficiente a permettere la sopravvivenza senza la mente. Dai batteri agli organismi pluricellulari ai sistemi circolatori tutto ha funzionato senza la mente.
      Una stima attendibile parla di un inizio di sistema nervoso a 600 mlioni di anni fa.
      Occorsero però ancora milioni di anni perché il sistema nervoso fosse capace di creare mappe cioè creare RAPPRESENTAZIONI INTERNE basate su input sensoriali e questo processo rende possibile la scelta rapida della risposta dell’organismo; l’organismo ha un libretto delle istruzioni che si aggiorna e si specializza continuamente.
      Diversi nuclei del tronco celebrale hanno il compito di generare i comportamenti conosciuti come IMPULSI.
      Molti dettagli dell’attività dei circuiti neurali restano IGNOTI ma non è ragionevole pensare che i neuroni si possano descrivere come accesi/spenti come se fossero i classici computer. Molti fatti sperimentali escludono la riduzione a tale schema.
      Inoltre la relazione tessuto cecelebrale -corpo non è stata pienamente compresa.
      Resta da capire, per esempio , il sentimento della paura è associato fisicamente a precise risposte fisiologiche come le contrazioni viscerali faringee le palpitazioni etc , ma come si rappresenta nella mente ? Come la connessione di tutte le mappe che corrispondono alle diverse risposte fisiologiche ?
      Può darsi, ma noi abbiamo anche un ulteriore livello di rappresentazione che coinvolge la coscienza, ovvero la consapevolezza, come un “interlocutore” interno come un altro sé che ci parla. Credo che questo sia quello che alcune pratiche di meditazione fanno emergere e credo che questo è il livello più alto della mente, sempre presente , ma sommerso.
      Nello stesso spirito penso si possa spiegare , per quanto possibile con la mia ignoranza, la felicità come benessere omeostatico cui corrispondono altre risposte fisiologiche a livello muscolare., ormonale etc.
      Il nazionalismi ,il razzismo sono varianti della paura e della necessità di difesa.
      Infine , bellissimo e complesso, gli autoinganni penso siano una combinazione fra il bisogno di benessere e la rimozione della realtà perché in fondo per sopravvivere è più importante realizzare il benessere omeostatico.
      Mi rendo conto di aver divagato molto ma è pur vero che cerchiamo di scavare, a mani nude, un terreno difficile per la mia grande ignoranza ed anche per quella degli addetti ai lavori.
      Con stima

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  4. Rebecca Haag ha detto:

    Riflessioni come sempre molto interessanti. C’e’ tanto che ancora non sappiamo e la ns esigenza di aggrapparci a delle metafore (mappa, spento/acceso, ecc.) ci aiuta ma ci condiziona anche molto quando cerchiamo di pensare la realta’ cerebrale, sicuramente. Grazie!

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